Sei pronto ad affrontare le quattro cronoscalate il prossimo 13 ottobre?

Ecco i dettagli di due delle salite nel territorio dei Castelli Romani che caratterizzano il profilo della Granfondo Campagnolo Roma: Rocca Priora e Rocca di Papa.

La seconda e la terza cronoscalata della Granfondo, già affrontate in passato dai pro nel Giro del Lazio, poi Roma Maxima, sono anche state parte del percoso della quinta tappa del Giro d’Italia 2019!

La salita più lunga: Rocca Priora
La salita di Rocca di Priora è forse la salita più dura della Granfondo Campagnolo Roma. Una salita lunga, la più lunga, che è stata teatro di scontri sportivi tra i professionisti che si sfidavano nel Giro del Lazio.

6.2 chilometri per una scalata molto tecnica dove tratti molto ripidi si alternano a parti quasi pianeggianti. La seconda parte è la più difficile, con pendenza massima che arriva al 14%. Sarà importante dosare bene le energie, gli ultimi tre chilometri non regalano nulla e si faranno sentire nelle gambe. È importante non disperdere troppe energie nei 3 chilometri iniziali e recuperare nei brevi tratti di falsopiano, per poi stringere i denti nel finale.

Breve e pungente: il "Murus" di Rocca di Papa
Il Murus di Rocca di Papa è una salita molto temuta da tutti i partecipanti: pur offrendo gli scenari unici di Rocca di Papa, nasconde insidie in appena 1100 metri.

Seppur breve, ha una pendenza media del 10.5% con un dislivello improvviso di 116 metri e punte che toccano il 16%. Il tratto finale è veramente duro, la salita si arrampica e non molla mai. Il corridori dovranno stringere i denti fino alla vetta, perchè se sottovalutata l’ascesa del "Murus" non lascia scampo. Fortunatamente la breve lunghezza fa si che tutti i partecipanti potranno rifiatare dopo lo sforzo intenso. Un consiglio? Non partire a tutta.

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