A due settimane dal via della Granfondo Campagnolo Roma è ormai il tempo di dire “dadum tracto est”. O forse no?

Infatti, se qualcuno si stia ancora chiedendo se sia il caso o meno di prendere parte alla manifestazione, la partnership con AIL - Associazione Italiana Leucemie contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma può rappresentare la risposta alla domanda.

Infatti attraverso la piattaforma web granfondo.ail.it, sono già molti i ciclisti che hanno deciso di avviare una personale campagna di raccolta fondi alla conquista del pettorale solidale per assicurarsi un posto in prima fila nella griglia di partenza e nella lotta contro i tumori del sangue.

I fondi raccolti andranno a supporto della campagna “Dona un chilometro” dedicata al servizio di cure domiciliari per i pazienti ematologici. Il chilometro rappresenta la distanza ideale che separa i medici e gli infermieri AIL dalle case dei pazienti. I sostenitori dell'Associazione attraverso le loro donazioni stanno contribuendo a ridurre questa "distanza" e a garantire l'attivazione di nuovi servizi di cure domiciliari.

Perché guadagnarsi il pettorale solidale? Perché iniziative come queste possono fare la differenza e storie come quella di Stefano Antoccia lo dimostrano.

Stefano è, infatti, uno dei volti del progetto da quando, prendendone parte lo scorso anno, è riuscito a raccogliere più di 2000€ ottenendo e vestendo con orgoglio il pettorale solidale.

La sua storia con AIL ha un inizio dolce amaro. Nel 2007, infatti, la moglie mostra i primi sintomi di Leucemia e comincia la sua battaglia contro la malattia.

Ora, a 10 anni dal travagliato percorso di cure, composto da varie chemio ed un trapianto di midollo, la moglie sta meglio ma, sicuramente, non dimenticherà mai l'ombra di quei momenti.

Daniela, però, non fugge quei momenti anzi, avendo durante la sua degenza spesso sentito parlare di AIL e dei servizi offerti dall'Associazione, come le borse di studio e ricerca finanziate per i medici presenti in reparto o i servizi di assistenza alle famiglie dei pazienti, ha voluto dare il suo contributo.

Da anni, appunto, collabora durante i periodi natalizi e pasquali alla raccolta fondi per l'associazione grazie a vendite di beneficenza.

Entrambi, dunque, sia sulle due ruote che non, stanno portando avanti una causa che va oltre la mera raccolta fondi muovendosi al fine di dare voce a ciò che AIL fa per migliaia di persone e ciò che, inoltre, potrebbe fare ottenendo ancor più voce.

È difficile non congratularsi con Daniela e Stefano ma lo è ancor più non commuoversi sentendo la voce carica di emozione di Stefano mentre spiega che i ringraziamenti devono andare tutti ad AIL, che sua moglie è lì anche e soprattutto grazie a loro e che “Quello che faccio per AIL è poco rispetto a quello che AIL ha fatto per me e fa per gli altri, lo faccio perché glielo devo”.

Ciò che lui si augura è che sempre più uomini e donne comprendano l'operato di questa ONLUS perché, ne è sicuro "le persone il cuore lo hanno e sono pronte ad aiutare capendone le ragioni".
Quindi cosa aspettate?

Con AIL si può fare la differenza, partendo in prima linea all'ombra del Colosseo, in una Roma unica, in una rappresentazione che, citando Stefano è "un gran Regalo che Granfondo Campagnolo Roma fa ai romani ma non solo" Nessun altro giorno, infatti, offre la possibilità di uscire di casa "all'alba, partendo dalla Tuscolana da soli e, di metro in metro, incontrando nuovi ciclisti col pettorale come te, diventare 50 a San Giovanni e migliaia al Colosseo".

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